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    Nuova Guida al consumo critico

    GuidaConsumo2009       Troppo presa da un progetto a cui tengo molto e che spero possa decollare al più presto, mi sono persa l'uscita della nuova edizione della Guida al consumo critico. Il Centro Nuovo Modello di Sviluppo ha dunque aggiornato la sua opera, che mette in luce pregi e difetti di centinaia di aziende di cui acquistiamo quotidianamente i prodotti. Procederò quindi ad aggiornare l'elenco delle campagne di boicottaggio attualmente in corso e i consigli di lettura.

    Cibo per animali testato su animali

          Mi sembra davvero paradossale che i cibi per gli animali d'affezione vengano testati in modo invasivo su cani e gatti per provarne la non-pericolosità e l'efficacia, per non parlare delle condizioni raccapriccianti in cui spesso vengono tenute le cavie. Per questo motivo vi segnalo questa pagina di Wastelands.it (simile a molte altre), che riassume la situazione a 3 anni fa, elenca le marche sotto accusa e consiglia alcune azioni da intraprendere.
          Seguendo proprio questi consigli, a fine 2007 ho scritto un po' di mail e riporto qui per intero la Politica di IAMS in merito agli studi sugli animali, che mi ha spedito Stefania Buffetti della P&G Pet Care Consumer Relation Italy.


          "Noi di Iams vogliamo che gli animali domestici vivano con le loro famiglie il più a lungo possibile, felici ed in buona salute. Sappiamo che i nostri alimenti fanno veramente la differenza perchè lo sentiamo dalle migliaia di proprietari di animali domestici che ci mandano le loro storie. I cani ed i gatti che partecipano ai nostri studi ci aiutano a capire che i cibi che creiamo realmente migliorano la salute ed il benessere di milioni di cani e di gatti. Amiamo ed apprezziamo i cani ed i gatti che ci aiutano nello sforzo di migliorare la vita di altri animali. Ci assicuriamo che siano felici ed in buona salute con molto tempo dedicato al gioco e attenzioni per la loro intera vita. E’ anche per questo che abbiamo sviluppato la nostra politica insieme alle più accreditate organizzazioni che lavorano per il benessere degli animali.
    Perchè conduciamo studi sull’alimentazione animale:
    Abbiamo una responsabilità etica di assicurare che i nostri prodotti siano sicuri e salutari quando vengono  somministrati ai cani ed ai gatti.
    Sosteniamo pienamente i seguenti principi (detti “delle tre R” dai relativi termini inglesi) accettati a livello  internazionale: sostituzione degli studi animali con metodi alternativi (non su animali), riduzione del numero  di  animali coinvolti negli studi ed evoluzione dei metodi per migliorare il benessere degli animali. Coinvolgiamo  gli  animali solo se non esiste una valida alternativa non animale e stiamo ricercando attivamente dei metodi  alternativi.
    I nostri studi sono disegnati per aiutare i veterinari ed i proprietari di animali in tutto il mondo a migliorare il  benessere di cani e gatti ed a gestire gravi condizioni di salute degli animali. Le nostre scoperte vengono poi  condivise a livello globale affinchè possano essere utili anche ad altri che conducono studi per migliorare la  salute  ed il benessere di cani e gatti e per fare in modo che non vengano ripetuti tests che prevedono la  partecipazione  degli animali.
    Che genere di studi conduciamo e dove:
    Non finanziamo studi che richiedano la morte di cani e gatti. Conduciamo su cani e gatti solo quegli studi che  sono l’equivalente in campo veterinario degli studi nutrizonali o medici accettabili sull’essere umano,  incluso: analisi di urine, feci, sangue e cellule immuni, tests di allergia, biopsie della pelle e dei muscoli.
    A partire dal 1 Novembre 2006 conduciamo i nostri studi unicamente in tre siti: a casa dei proprietari di animali,  nel nostro Centro di Salute e Nutrizione Animale, e nei luoghi dove cani e gatti abitualmente vivono come rifugi,  associazioni di assistenza ai cani e canili e gattili privati. Testiamo i nostri alimenti su cani e gatti in  buona salute  nelle loro case o su animali che già sono affetti da specifiche malattie o sono in condizioni  particolari.
    Conduciamo studi su polli e roditori in accordo con le politiche e le procedure in materia di Procter &  Gamble.
    Come conduciamo i nostri studi:
    Tutti i cani ed i gatti che prendono parte al nostro programma nutrizionale e che non hanno già un padrone  rimangono nel nostro programma o sono adottati da privati o vengono sistemati nel nostro centro di  assistenza.
    Assicuriamo a tutte le specie un trattamento umano e ci preoccupiamo che stiano bene, socializzino e  vengano curati in un modo compatibile con la filosofia della compagnia. Garantiamo lo stardard di attenzioni  più  elevato possibile mediante la presenza di un Specialista del Benessere Animale e di un Veterinario che si  prendono cura dei cani e gatti che partecipano ai nostri studi. Ci impegnamo a fare di più rispetto agli  standard stabiliti dalle normative e dalle linee guida in vigore negli Stati Uniti ed in Europa.
    I nostri studi vengono controllati dal nostro staff e da esperti esterni allo scopo di creare un ambiente  migliore per i cani ed i gatti. Nel caso ci sia la possibilità che gli animali vadano incontro a sofferenza o  affaticamento, facciamo tutto ciò che possiamo per prevenire o eliminare queste condizioni.
    Non finanziamo attività all’esterno della nostra Compagnia in disaccordo con le nostre politiche. Non  usiamo, in nessuno studio, cani o gatti che siano già stati trattati per manifestare delle patologie o con  alterazioni indotte chirurgicamente per altre ricerche, nemmeno conduciamo questo tipo di studi con il  benestare di associazioni o gruppi industriali.
    (Novembre 2006)"

    Ma se esistono marche totalmente cruelty free, perchè altre aziende come la Iams hanno ancora bisogno di test (anche se blandi) sugli animali?


    L'equo e solidale emerge!

          Se vi siete persi questa notizia di Repubblica.it datata 25 maggio 2008, ve la ripropongo in queste pagine, perchè è molto incoraggiante. Secono il rapporto presentato a Terra Futura 2008 (la mostra-convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità), nel 2007 le vendite dei prodotti certificati Fairtrade sono cresciute del 35% grazie agli accordi con la grande distribuzione. Nel mondo la crescita è stata del 47%. Niente male, no?


    The story of stuff - La storia della roba

          Annie Leonard è un'amante della natura ed un'attenta osservatrice. Fin dagli anni del college si è posta domande sui rifiuti, sulla loro produzione e sul loro riciclaggio. Negli anni ha approfondito questa indagine ed ora ha creato un sito per diffondere un semplice video che illustra il ciclo di produzione e smaltimento della "roba", The story of stuff. Niente di nuovo sotto il sole, ma può aiutare a propagare il mio (e spero vostro) punto di vista sulla insostenibilità del sistema attuale.
    Mi pare tralasci il riutilizzo delle materie seconde fra le possibilità a nostra disposizione per contrastare la produzione di rifiuti e forse non dà il giusto peso alle ingenti quantità di denaro che la catena coinvolge, ma il messaggio è molto chiaro e lo condivido in pieno.
    The Story of Stuff
    Traduco alcune delle battute conclusive del video.
    "Quindi vedete che si tratta di un sistema in crisi. Lungo tutto il percorso, ci scontriamo con molti limiti. Dal cambiamento del clima al calo della felicità e semplicemente non funziona. Ma la buona notizia riguardo ad un problema così diffuso è che si può intervenire in molti modi. Ci sono persone che lavorano alla salvaguardia delle foreste e ad una produzione pulita. Persone che lavorano ai diritti dei lavoratori, al commercio equo e solidale, al consumo consapevole, al blocco degli inceneritori e, più importante, ricordare al nostro governo che (il loro lavoro) dovrebbe essere da persone per le persone. Questo lavoro è davvero importante, ma le cose cominceranno a cambiare davvero quando vedremo le connessioni, quando vedremo il disegno complessivo. Quando le persone di questo sistema si uniscono, noi possiamo rigenerare e trasformare questo sistema lineare in qualcosa di nuovo, un sistema che non consuma risorse nè persone."
    "Alcuni dicono che è irrealista, idealista, che non potrà succedere mai. Ma io dico che l'irrealista è colui che vuole continuare a percorrere il vecchio sentiero. Quello è sognare."

    Nel sito sono citate tutte le fonti da cui provengono i dati esposti nell'animazione, oltre al testo integrale del video con annotazioni, e si trovano link a numerose ONG internazionali.


    Perchè boicottare McDonald's

          Non sono mai stata amante dei panini o del fast food in generale e quelli di McDonald's soprattutto non mi sono mai piaciuti. Nel caso siate suoi assidui frequentatori o conosciate qualcuno che lo è, leggete e fate leggere quanto scritto nelle pagine del sito McKillerMcDonald's... tutto quello che non vogliono farti sapere, ad opera del London Greenpeace Group. Si legge di disinformazione alimentare, scempio ambientale e abuso dei diritti dei lavoratori e ci trovate anche molti altri link per approfondire.
    Copio pari pari alcune parti perchè già fin troppo chiare ed esaurenti.
          "McDonald's e Burger King sono due delle molte multinazionali americane che usano veleni letali per distruggere vaste aree della foresta pluviale del Centro America per creare pascoli per il bestiame che sarà poi rivenduto sotto forma di hamburger negli Stati Uniti e per fornire il materiale per l'impacchettamento dei fast-food. (Non ti far ingannare da McDonald's quando dice che usa carta riciclata: solo una piccolissima percentuale lo è. La verità è che vengono tagliati 1.300 kilometri quadrati di foresta solo per rifornirli di carta per un anno."
          "McDonald's e le altre corporation non solo contribuiscono ad aggravare la catastrofe ecologica. Stanno cacciando via le tribù che abitano le foreste pluviali, dai loro territori ancestrali, dove hanno vissuto pacificamente per centinaia di anni senza danneggiare l'ambiente."
          "Si lavora 9 o 10 ore al giorno dal lunedì alla domenica alla "Keyhinge Toys" di Da Nang City (Vietnam)per fabbricare i giocattoli che McDonald's regala a tutti i piccoli consumatori di "Happy Meals". La denuncia proviene dal
    National Labour Committee, un'associazione di New York, nata per difendere i diritti dei lavoratori nel mondo. Gli operai della Keyhinge, una società che ha sede a Hong Kong, sono pagati meno del minimo salariale previsto dalla legge vietnamita e lavorano in condizioni spaventose; il 21 febbraio, ricorda un'altra associazione, l'Asia Monitor Resource Center (AMRC), 220 operaie sono rimaste intossicate dall'acetone". "Il giorno dopo, 200 di loro sono state licenziate" .La McDonald's si è totalmente disinteressata delle aziende che lavorano per lei.
          "I lavoratori e le lavoratrici del comparto ristorazione se la vedono brutta in quanto a paga e condizioni di lavoro". "McDonald's ha una strategia contro la sindacalizzazione che consiste nel liquidare i lavoratori a favore di questa. Fino ad oggi ha avuto successo in tutto il mondo tranne che in Svezia e a Dublino, dopo una lunga lotta."

      


          "Mc Donald's prova a spiegare nella sua Guida Nutrizionale (che è piena di belle immagini, ma veramente inconsistente in quanto a fatti & grafici) che la massa prodotta da hamburger, patatine, coca cola, milkshakes, etc. sono utili e nutrienti parti di ogni dieta. Quello che non mettono in evidenza è che questo tipi di alimentazione è elevata nei grassi e negli zuccheri, nei prodotti animali e nel sale (sodio), e bassa in fibre, vitamine e minerali". "Anche le loro illustrazioni mostrano che un "quarter-pounder" è composto da un 48% per cento di acqua. Questo tipo di cibo finto incoraggia la sovra-alimentazione, e gli alti zuccheri ed il sodio contenuti possono far sviluppare una specie di "dipendenza". Questo significa maggiori profitti per McDonald's ma costipazioni, colesterolo ed attacchi di cuore per molti consumatori." "...un cibo di bassa qualità che è stato progettato fin nei minimi dettagli per apparire allo stesso modo ed avere lo stesso identico sapore in tutti i McDonald's in ogni angolo del mondo. Per raggiungere questa artificiale identità di gusto McDonald's richiede che le sue "foglie di lattuga fresca" vengano trattate con venti diversi prodotti chimici per dargli lo stesso colore, la stessa consistenza per lo stesso periodo di tempo."

    Diamanti etici certificati

          Anche in gioielleria bisogna stare attenti a cosa si compra. I diamanti di provenienza africana hanno spesso alle spalle guerre, abuso di diritti umani, danni all’ambiente e azioni di terrorismo ed assumono il nome di blood diamond. Il World Diamond Council, il cartello che rappresenta una cinquantina di compagnie diamantifere, grandi importatori, tagliatori e gioiellieri in tutto il mondo, afferma che oggi la situazione è ben diversa e che l'economia dell'Africa si sviluppa proprio grazie ai diamanti.
    Per stare tranquilli, in gioielleria possiamo chiedere i diamanti etici o
    conflict-free diamond
    , che garantiscono una produzione rispettosa dei diritti umani e dell'ambiente.
          Alcuni governi, indu
    diamante eticostrie ed associazioni hanno dato vita al Kimberley Process, un'iniziativa per contrastare il flusso di blood diamond alle casse dei movimenti ribelli, usati per finanziare conflitti contro i governi legittimi. A settembre 2007, il Kimberley Process conta 48 membri, che rappresentano 74 paesi. Essi hanno prodotto il
    Kimberley Process Certification Scheme, un accordo che impone rigidi requisiti perchè i diamanti grezzi commerciati possano essere certificati come conflict-free.
          Sul sito di Amnesty International potete scaricare
    il volantino che riassume il problema, per diffonderlo o per portarlo con voi al momento dell'acquisto di un solitario.

    Per approfondimenti:
    Blood Diamond Action
    Global Witness

    La cattedrale di Manchester e FairTrade

          Questa foto è stata scattata da un mio amico a Manchester, all'ingresso della cattedrale:

    Manchester

    Traduco per chi non mastica inglese:
    "Siamo una chiesa a commercio equo.
    Cattedrale e Chiesa collegiale di Santa Maria, San Daniele e San Giorgio a Manchester.
    28 ottobre 2007.
    Utilizziamo solo thè e caffè che recano il marchio FairTrade, durante tutte le attività di cui siamo responsabili. Inoltre, attraverso la preghiera, lo studio e le azioni, ampliamo la nostra testimonianza nell'area della giustizia nel commercio."
    A me sembra molto coerente!

    Killer-Cola

          Bollicine, caramello e omicidi: questo è Coca-Cola. Pensateci la prossima volta che chiederete una Fanta in pizzeria.

    boicotta-killercola.gif

    Sul sito della REBOC - Rete Boicottaggio Coca-Cola si legge che "dal 1989 ad oggi il sindacato colombiano SINALTRAINAL ha subìto decine di sequestri, tortureminacce di morte, sfollamenti forzati, montature giudiziarie, fino all'assassinio di alcuni suoi leader. Il sindacato accusa Coca-Cola Company di questa campagna repressiva attuata per mezzo degli 'squadroni della morte' dei paramilitari colombiani", che in alcuni casi sono stati così furbi da rivelare il lodo mandante alle loro vittime. Ma ci rendiamo conto?
    Tutto questo solo perchè il sindacato cerca di tutelare i diritti dei lavoratori.
    Chiaramente, la Coca-Cola ha tutte le risorse economiche possibili per rallentare se non controllare le indagini.
    Il 2 gennaio 2008, alle 23:20 (bell'orario!) RAI TRE ha diffuso la sua inchiesta (C'era una volta - Predatori globali) sul comportamento di Coca-Cola e Nestlè in Colombia e mi sono venuti i brividi nello scoprire la paura in cui vivono centiania di famiglie minacciate. Sul sito di REBOC è presente un link al video della puntata, ma risulta non più disponibile.
          Scoop.co.nz aggiunge che la Coca-cola ha sostenuto il regime nazista durante la seconda guerra mondiale, l'Apartheid in Sudafrica negli anni '80 e il regime nigeriano degli anni '90.
    Questi sono tutti i prodotti della Coca-Cola Company:  COCA-COLA, FANTA, SPRITE, ACQUA LILIA, ACQUA TRAFICANTE, AQUARIUS, BEVERLY, BONAQUA, BURN, ICE LEMON, KINLEY, LILIA KISS, MINUTE MAID, NESTEA, POWERADE.
    Evitare la Coca-Cola e le altre bibite gassate è anche un favore all'organismo, stando a quanto è scritto su nuke.psycosomatica.it o su scoop.co.nz.
     
    Per approfondienti:

    Equoland: un altro marchio del commercio equo

          Dopo Altromercato e Commercio Alternativo, aggiungo EquoLand all'elenco dei marchi specializzati in commercio equo e solidale. Come le altre imprese, EquoLand difende valori come qualità della vita, qualità del lavoro, qualità dei prodotti, disponibilità e altruismo nei rapporti. Sul suo sito si trovano i prodotti commercializzati (alimentari e integratori, ceramiche, artigianato) e i link ai siti delle realtà locali con cui EquoLand collabora, in quasi trenta Paesi nel sud del mondo. 
    Equoland acquista senza intermediari, soprattutto dai piccoli produttori, e corrisponde un prezzo che consente loro un tenore di vita dignitoso; inoltre i produttori possono ottenere parte del pagamento prima della spedizione dei prodotti.
    Infine, l'ecologia non viene trascurata perchè EquoLand fa un uso sostenibile delle risorse ambientali, privilegiando l’impiego di materiali riciclabili e metodi produttivi a basso impatto ambientale.

    Perchè boicottare la Nike

          La Nike produce scarpe, palloni e abbigliamento dagli anni ’60 e dai ’70 ha aperto impianti di produzione nel sud-est asiatico. A partire dagli anni ’90 sono state avviate numerose campagne di boicottaggio contro la Nike a causa delle condizioni disumane in cui sono costretti a lavorare i suoi operai.

    Nike boycott

    Nel marzo 1997 l’azienda ha permesso al Vietnam Labour Watch, un gruppo attivista, di incontrare lavoratori, capireparto, rappresentanti ed esperti legali vietnamiti, ma il VLW ha anche visitato a sorpresa tre impianti. Ne è risultato quanto potete leggere sul rapporto dello stesso Vietnam Labour Watch e che vi posso riassumere con violazioni delle norme di sicurezza sul lavoro, sfruttamento, percosse, umiliazioni e violenze sessuali.
    La Nike produce anche in Indonesia e Cina, ma non ho trovato notizie sulle condizioni di lavoro in quei paesi. Certo, la mia ricerca non può dirsi approfondita, ma dal momento che la Nike ha aperto impianti laggiù solo dopo che coreani e taiwanesi hanno ottenuto più libertà e salari maggiori, qualche dubbio sorge.

    Le campagne di boicottaggio hanno ottenuto qualche risultato negli anni.
    Nel maggio 1998, la Nike ha annunciato che avrebbe permesso che le sue fabbriche vietnamite fossero monitorate da personale indipendente,
    ma sono state scelte aziende pro-profit (Global Exchange).

    Nell’aprile 1999 ha annunciato la formazione della Global Alliance for Workers and Communities, un gruppo di organizzazioni pubbliche, private e non-profit, che dovrebbe accertarsi delle condizioni di lavoro attraverso interviste ed indagini, ma il sito non è aggiornato sulle conseguenze di questa azione.

    Sempre nel '99 alcune sostanze chimiche pericolose sono state sostituite e gli impianti (vietnamiti) sono stati dotati di sistemi di ventilazione, ma gli standard di qualità sono considerati ancora lontani dalla sicurezza.

    Nell’aprile 2005, la stessa Nike ha pubblicato il "2004 Corporate Responsibility Report", col quale ammette gli abusi di cui era stata accusata per anni. Contemporaneamente ha anche rivelato nome e indirizzo delle sue oltre 700 fabbriche nel mondo, come gli attivisti le chiedevano da 10 anni (Educating For Justice).

    Tuttavia, le campagne sono ancora in corso perché lo sfruttamento persiste.

    Se volete approfondire l’argomento, questi sono i primi siti che trovate con una semplice ricerca (magari con Gaatle):
    Nike - Kill a Multi (sito italiano);
    Educating For Justice - Stop Nike aggiornato al 2006;
    Saigon.com - Boycott Nike aggiornato al 2001;
    Global Exchange Nike campaign aggiornato al 1999;
    Just do it! Boycott Nike! aggiornato al 1999.

    Partire su un battello tutto bianco

          Mercoledì 21 novembre alle ore 21 al Teatro San Martino di Bologna in Via Oberdan 25 si svolgerà lo spettacolo teatrale e musicale Partire su un battello tutto bianco, realizzato dal Teatro di Camelot e i Moschettieri, una compagnia integrata con persone diversamente abili. Lo spettacolo, promosso dal gruppo Ecologisti per l'Ulivo dell'Assemblea Legislativa dell'Emilia-Romagna, indaga con ironia e autocritica le diverse facce del consumo nella società moderna.
    L'ingresso è libero su prenotazione al numero 338.5037140. La regia è di Alberto Canepa.

    Una settimana di promozioni eque

          Dal 13 al 21 ottobre Fairtrade Italia ha organizzato una settimana di promozione e sensibilizzazione nei confronti del commercio equo e solidale. Sconti, proposte culturali e degustazioni nei 3000 punti vendita italiani di Auchan, B'io, Coop, Conad, Crai e Naturasì.
    Consulta il sito di Fairtrade Italia per il calendario degli eventi.

    Stefino: gelato equo e bio a Bologna

          In via Galliera 49/b a Bologna c'è Stefino, una gelateria artigianale che ha un occhio di riguardo particolare alle materie prime che usa. Infatti, non solo ricorre a zucchero di canna e frutta da agricoltura biologica, ma il cacao, il caffè, il miele, il rum e le spezie provengono da consorzi di commercio equo.

    Frutta e verdura di stagione

          Consumare frutta e verdura di stagione ha i suoi vantaggi sotto molti punti di vista:
     Denaro economico, dal momento che la loro produzione è stata più "naturale",
     Rosa rossa salutistico, perchè contengono vitamine e sali in maggiore concentrazione (correggetemi se sbaglio),
     Arcobaleno anti-consumistico, in quanto si riduce la domanda di beni superflui.
    Certo, come scritto su La Repubblica qualche settimana fa, i cambiamenti climatici stanno estendendo i periodi di fruttificazione, ma ritengo che i calendari che definiscono la stagionalità degli ortaggi siano tuttora un buon punto di riferimento.

    Imbrocchiamola!

       Probabilmente ho avuto fortuna, ma dai rubinetti delle abitazioni in cui ho vissuto ho sempre ottenuto acqua ottima. Per questo storgo il naso davanti ai lunghi scaffali del prezioso liquido in bottiglia al supermercato.

    Altreconomia raccoglie firme per regolamentare la pubblicità dell'acqua imbottigliata, per la sua concorrenza sleale nei confronti dell'acqua "del sindaco". E non dimentichiamo che l'acqua di rubinetto è MOLTO più controllata di quella in bottiglia e che i limiti di contenuto degli elementi tossici per l'uomo sono più bassi nella prima!

    Equinozio - Cafè de la Paix

     

     

     
          A tutti i bolognesi (e non solo) consiglio una sosta a Equinozio - Cafè de la Paix, in via Collegio di Spagna 5. Si tratta di un locale che propone solo prodotti equi e solidali o derivanti da terreni confiscati alla mafia, dall'abbigliamento ai panini, dai cosmetici ai succhi di frutta. Per pasteggiare propongono anche acqua depurata invece che in bottiglia. Ma il Cafè de la Paix è anche sala letture, internet point, mostre temporanee e presentazione di pubblicazioni.

    Io faccio la spesa giusta

          Questo è il motto di FairTrade, il marchio di garanzia e certificazione del commercio equo e solidale per l'Italia. Impegnati nel promuovere un modello economico piu' responsabile e critico, nel nostro paese abbiamo anche Commercio Alternativo e Altromercato: nei loro siti trovi i punti vendita, i prodotti, ma soprattutto i principi di giustizia e parita' su cui si basa il commercio equo.

    Guida al consumo critico

           Nel post Oltre l'ambiente: il consumo responsabile avevo accennato alla Guida al comsumo critco, dalla quale è stata tratta la Guida rapida per un consumo responsabile. Queste risalgono al 2002, ma è presente sul mercato anche la Guida al consumo critico 2003, aggiornata ed ampliata.

    Ho scritto al suo autore per sapere se Il Centro Nuovo Modello di Sviluppo ha in programma di pubblicare una nuova guida e Francesco Gesualdi mi ha risposto che l'anno prossimo valuteranno le risorse disponibili per un aggiornamento. Tenete d'occhio il sito del CNMS allora!

    Oltre l'ambiente: il consumo responsabile

          Nel post precedente ho parlato dell'Ecolabel, istituito dall'Unione Europea per indicare quei prodotti che riducono il loro impatto sull'ambiente. Ma qualcuno si è preoccupato di valutare altri aspetti che possono definire la qualità di un tipo di merce: ben altri 13 aspetti.
    Questi sono:
    • trasparenza;
    • abuso di potere;
    • terzo mondo;
    • armi ed esercito;
    • vendite irresponsabili;
    • OGM;
    • sicurezza e diritti dei lavoratori;
    • regimi oppressivi;
    • illeciti e frodi;
    • animali;
    • etichette e pubblicità;
    • paradisi fiscali;
    • boicottaggio.
    Sono tanti, eh? Chi pensava che la nostra singola spesuccia al supermercato potesse far girare tutte queste ruote.
    Sulla base della Guida al consumo critico, realizzata dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo,  è stata compilata la Guida rapida per un consumo responsabile, che potete trovare qui. La guida consiglia di acquistare i prodotti che ricadono nelle prime due fasce, in quanto la media ponderata dei 14 aspetti considerati li classifica come approvati, apprezzati o neutri.
    Ahimè, la maggioranza dei prodotti presi in considerazione ricade nelle altre fasce...
    Ma con mia grande soddisfazione posso dirvi che sento dire sempre più spesso che i consumatori attenti e critici sono in costante aumento. Il mercato si sta accorgendo di noi!
    Coraggio, facciamoci sentire!